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La gravidanza ti cambia...

È passato moltissimo tempo dal mio ultimo post, ma non è stato semplice raccogliere le idee per scrivere questo. L'ho iniziato nel cuore di un periodo di transizione e lo sto finendo di scrivere ora, in piena ricerca di un nuovo lavoro e con una mia piccola attività avviata. La gravidanza porta con sé molte riflessioni e non tutte sempre positive e felici, come ci fanno credere le pubblicità. A volte le riflessioni sono dure, difficili , e i pensieri nei confronti dei bimbi che asp ettiamo non sono sempre confessabili e sereni. Poi il bimbo nasce. Tutto cambia. A volte non solo la routine e la vita famigliare, ma anche le priorità e, magari, potremmo avere il coraggio di fare scelte che prima pensavamo impossibili. Ovviamente parlo della mia esperienza, ma magari questo mio post potrebbe essere di stimolo anche per qualche altra mamma o, perché no, anche per qualche papà. Università di Brema All'alba. Da un paio di anni stavo frequentando il dottorato i...

Portare e... farsi portare

Riprendo le fila di un argomento già trattato: il babywearing. In  questo post di qualche mese fa  ci eravamo concentrati a rispondere ad alcune domande generiche, parlando di cos'è il babywearing e di quanto quest'arte possa aiutare genitori e bambini nella vita di tutti i giorni. Oggi vorrei aggiungere un tocco più personale ed intimo, parlando di sensazioni e di quanto questa tecnica mi abbia permesso di occuparmi di mia figlia, nonostante i miei problemi di vista. Da mamma ipovedente avevo paura di non essere in grado di occuparmi di lei e, più in generale, di "perderla di vista" molto facilmente, anche solo pensandola in un passeggino. Invece la bellezza è proprio questa: non si tratta di vedere il bambino, ma di sentirlo, percepirlo, sincronizzarsi insieme, farsi trasportare da lui , quando invece sei tu a portarlo in giro. Sentire costantemente il suo calore sul tuo petto, quando è piccolo e si addormenta, ma anche quando è un po' più...

Benvenuti nel nostro piccolo mondo

Durante la gravidanza ero, come tutte le mamme, piena di paure per questa nuova fase della mia vita: sarò in grado di occuparmi di un bambino? Quanto cambierà la mia vita? Io sono ipovedente, lontana dalla mia famiglia d'origine... come posso fare? Come tutte, ho iniziato a cercare in internet per vedere se altre mamme non vedenti o ipovedenti avevano raccontato la loro esperienza. La ricerca ha prodotto pochissimi risultati. Per questo motivo, mi sono ripromessa di iniziare a scrivere un piccolo blog, che racchiuda le mie esperienze, scelte, paure, emozioni... per condividerle con altre mamme e papà che potrebbero avere sentimenti simili, domande analoghe, voglia di sperimentare. Ci tengo a dire che le nostre sono scelte e in quanto tali hanno la stessa dignità di qualunque altra scelta.  Siamo sempre stati mossi da curiosità e voglia di sperimentare e quindi ci siamo lasciati trasportare da questa nostra indole anche nella nuova avventura del...